Vanes Ferlini

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Vanes Ferlini

Biografia

48 anni, impiegato, vivo e lavoro tra Bologna e Imola. Dopo aver svolto studi tecnici ho coltivato interessi in campo letterario e delle scienze umane, soprattutto in psicologia.
Ho ricevuto significativi riconoscimenti in premi letterari nazionali per opere inedite.
A seguito di questi ho pubblicato:
– nel 2006 il volume “D’oltresogno – raccolta di novelle per ragazzi” (Edizioni Montedit, Melegnano);
– nel 2008 la silloge poetica “Ritratti” (Edizioni ETS, Pisa)
– nel 2009 un racconto all’interno del “Giallo Mondadori” (luglio 2009)
– nel 2010 la silloge poetica “Schegge di silenzio” (Edizioni Carta e Penna, Torino)
– nel 2010 la silloge poetica “Duetto” (Ibiskosulivieri, Empoli).
Partecipo a progetti di scrittura on-line, tra i quali “Romanzo Totale” in collaborazione con il Gruppo Kaizen (www.romanzototale.it/rt2008).
Ho partecipato con 2 capitoli alla stesura del romanzo “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?” (Edizioni Bacchilega, Imola, dicembre 2011); progetto ideato dal sito web ufficiale dello scrittore (www.carlolucarelli.net) e al quale ha partecipato lo stesso Lucarelli.

Poesie

INCHIOSTRO

Hanno versato inchiostro
nel lago e parole inutili
su pagine di giornale

L’oblio è una patina d’olio
precipitata sulle ferite

Non è dimenticanza, solo
a farci male
è quella riga scura
tra l’oggi e il domani
quella riga d’inchiostro
che galleggia felice
e si divora
palmo dopo palmo
il nostro ossigeno
e la speranza
d’un orizzonte più limpido
oltre la schiuma bianca…
oltre ogni umana confessione

Com’è acida la nostra bocca
nell’assaggiare la verità
come sono agre le nostre mani
nel raccogliere un palmo
d’acqua viscida
e scoprirvi, dentro
la nostra faccia capovolta.

 

LO SPECCHIO

Quant’è profondo
il lago dentro di noi…
non basta una vita
a esplorarlo

Perché questa paura
a tuffarsi…
per scoprire forse
il deserto sul fondo
o non tornare
più alla superficie

Me ne sto seduto
ascoltando il vento
suonare violini
increspati sull’onde

Nella piccola vastità
di questo mare d’acqua dolce
ritrovo la profondità
del mio essere

Per quanto ancora
potrò riflettermi
e quale prezzo dovrò pagare
per ritrovare l’anima dispersa…
o solo annegata
nei ricordi limpidi, ancora.

 

UNA GOCCIA APPENA

Quanti viaggi compie
una goccia d’acqua
prima che divenga
parte di noi…
ogni volta immemore
negli infiniti circoli
della natura, ogni volta
rinnovata e pura
sulla cima della montagna
tra le ali di un insetto
negli occhi umidi della tigre
dentro i nervi scuri
d’una foglia d’equiseto

Quella goccia d’acqua
fa parte di me
circola nel mio sangue
porta con sé
il tumulto della vita
in sé racchiude
l’universo che pulsa

Come potrò mai
restituirla al creato
limpida e pura
come all’origine…
se il mio cuore
è inquinato ancora
di dubbio e indifferenza.