Silvia Sisto

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silvia sisto

Silvia Sisto nasce a Cagliari il 28 giugno 1962.

Studia in un liceo scientifico e dopo la maturità consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere.

Ha insegnato per cinque anni Lingua Francese nella scuola secondaria.

Dal 1995 insegna Lingua e Civiltà Inglese alle superiori; attualmente è docente di Letteratura Inglese in uno dei licei scientifici di Cagliari, la città nella quale dimora.

Nel corso della sua vita, oltre che nel capoluogo sardo, ha vissuto a Sassari, Bari ed in Inghilterra, luoghi, questi ultimi due, che hanno influenzato notevolmente la sua formazione personale e culturale.

Interessata all’ arte in quasi tutte le sue forme, ama molto la musica, la pittura, il cinema e la letteratura, soprattutto i film inglesi ed americani realizzati da grandi opere letterarie.

Sua grande passione è il mare,  specie quello di entrambe le città da cui lei stessa ha avuto origine, Bari e Cagliari, essendo figlia di genitori di regioni diverse. Ha iniziato a scrivere poesie nel raccogliere un invito a partecipare ad un concorso letterario. 

 

Sui gradini nell’ acqua

 

Piccole pietre scagliate nelle acque, seduta sui gradini,

cerchi concentrici e larghi, blu remoto e profondo,

riecheggia nei ricordi un meriggio assolato, deserto, marino;

sabbia scottante, screziata, piatti scogli levigati di sale ricoperti.

Dall’ acqua un pescatore canuto e bronzeo avanza, sorride, s’ accosta:

piccola, tenera e morbida la stella appuntita nella sua solida mano…

un dono…

inaspettato e raro, profumato d’ alghe e di verde ramato.

Vorrei riporlo per sempre nello scrigno dei miei giorni lucenti e antichi,

ma il delicato, ruvido e vivo monile scivola piano tra la dita,

mentre delle crespe delle piccole onde s’ abbiglia.

Rapide l’ avvolgono, cullandolo, trasportandolo fuori di ogni vista.

S’ allunga lento il presagio, come l’ ombra oscura di un volatile grigio su di un campo dorato…

il verde lacustre e brillante dei tuoi occhi distanti

una bianca nave gigante trasporterà lontano.

 

 

LA RIVA DISTANTE                  

 

Vi è un tratto d’ acqua

in tutti i miei giorni

che allontana come sterpi brucianti

vissuti di felicità

che nella veglia non potei sognare…

Smeraldi non indossati

per un galà mancato.

 

 

ALL’ ACQUA

 

Acqua: incorporea e tremolante essenza,

non hai memoria che di te son fatte

le infantili lacrime di dolore,

le piccole perle dei giovani impeti,

i maturi rivoli pianti per gli amati visi scomparsi.

 

Acqua: acqua delle gocce leggere di pioggia invernale,

tediose e opprimenti

come tetro cappello sul capo calato.

Acqua: acqua di onde tormentate e scure,

e senza tregua da risacca sonante sospinte.

 

Acqua, vorrei avere il tuo essere lieve,

come te scivolare tra le pieghe dei luoghi e dei volti,

senza ricordare, senza traccia lasciare che il vento non asciughi

e come te galleggiare sulle onde

con una barca che non sprofondasse nel mare.

 

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