Roberto Benatti

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Roberto Benatti

Biografia

Roberto Benatti

E’ nato a Massa Carrara il 22 Maggio 1946, dove tuttora risiede.
Laureato in Ingegneria, non ha disdegnato altri approfondimenti culturali, non ultimi gli studi teologici.
Ha lavorato in qualità di Project Manager presso una multinazionale fino al 2003.
Ha fatto esperienza politica partecipando all’amministrazione pubblica della città di Massa.
Svolge attività di volontariato nella locale Chiesa Diocesana.
E’ giornalista del settimanale Toscana Oggi-Vita Apuana.
Attualmente è Presidente del Centro Culturale Alcide de Gasperi.

Dal 2009 ha iniziato a partecipare a vari concorsi letterari, nazionali ed internazionali, ricevendo premi in molti di essi.

Poesie

Lo spazio d’uno sguardo

Ali d’anatre s’alzano in volo,
lasciando un ricamo
sulla guancia del lago,
liquido e leggero.
Migrano oltre muri d’ombra
violati da strisce di luce e di silenzio.

Scambiano stupori nordici
con ricordi di stagni toscani,
e dalle cimase pinate
come mani giunte,
si levano preghiere azzurre.

Della natura il richiamo,
è custodito silenzioso,
senza un lamento,
quando qualcuno se ne va.

Dell’amore origine e turbamento
non mostrano confine;
è indomita bufera,
d’aria, spirito, suono che dilegua.

Sfuggente ascolto che cambia,
accompagna e rimane
in forma di memoria e nostalgia.
Migrano i pensieri, la sorpresa,
il piacere, la paura;

resta la semplicità parallela
del sorriso d’un bimbo,
disarmante e libero,
indimenticabile ricamo,
liquido e leggero,
nello spazio d’uno sguardo.

 

Nella pioggia, nelle conchiglie

Passi di danza
su lagune d’attimi,
invisibili gocce di pioggia,
i pensieri tagliati
con lacrime di nostalgia.

Sorge l’alba
tra gondole di luna
nella baia antica di stelle
con l’abito nero
d’una nuova festa.

Conchiglie di vento
sussurrano segreti
d’amanti senza corpo
strusciati tra lenzuola di nuvole
e silenzi senza tempo.

La vita serve amorosi incanti
e piccoli dispetti
in coppe colme di chimere.
Tienimi, dunque, sul tuo cuore
come il mare trattiene la schiuma,

tra i vuoti di cose non finite,
o forse solo dimenticate
nell’ultimo viaggio,
finchè l’amore chiuderà la porta
col suo chiavistello.