Libri-Territorio

La narrazione e l’identità nelle produzioni letterarie “del” e “per” il nostro territorio

Recensioni e intervista all’autore di Andrea Giorgi
Sede Operativa di Treia

Il comprensorio dei Monti Sibillini costituisce uno dei territori più noti e rappresentativi di
tutto l’Appennino umbro-marchigiano, che qui raggiunge – con i 2476 metri del Monte Vettore – la sua massima altitudine. All’interno di tale comprensorio possiamo incontrare un variegato insieme di ecosistemi naturali e semi-antropici: da quello prettamente montano (diverse cime superano i 2000 metri) a quello di media-alta collina, da impervie distese boschive a valli ed altipiani coltivati in modo estensivo (quelli di Colfiorito e Castelluccio ne sono l’esempio celeberrimo), digradando poi dolcemente fino ad unirsi e confondersi con i territori di pianura, dando origine a quell’armoniosa giustapposizione di colli e vallate che tanto contraddistingue il paesaggio umbro-marchigiano.
A questa commistione di ecosistemi corrisponde una biodiversità ricca e preziosa, sia dal
punto di vista faunistico (tra le molte presenze, notevoli quelle del lupo, dell’aquila reale, del gatto selvatico e del camoscio) che da quello floristico (sono state inventariate molte centinaia di specie); va inoltre segnalato quell’unicum costituito dal Lago di Pilato, piccolo, autentico tesoro naturalistico, habitat di uno dei più singolari endemismi del centro Italia (il crostaceo Chirocephalus marchesoni).
Del resto, diversi giacimenti fossiliferi attestano una consistente e varia presenza animale fin dalle più remote epoche preistoriche – si vedano i siti di Colle Curti e Cesi, presso Serravale di Chienti, che conservano resti di grandi vertebrati di età pleistocenica (900 000 – 700 000 anni fa). Leggi tutto


Audio presentazione di Daniela Pirangeli – associato Club per Unesco Tolentino e Terre Maceratesi ODV- “V – L’ULTIMO CANTO” – di Enrico Tassetti

“V – L’ULTIMO CANTO” – di Enrico Tassetti

Chiedete dello strano abate di Rennes-le-Château e del suo segreto, di quelle misteriose pergamene, di una collina incantata circondata dalle nebbie dove dimenticata è la potente fanciulla. Chiedete di quel misterioso quadro che racconta un’altra verità e del segno impresso su quattro antichissime abbazie; di un perduto canto e del messaggio che ha varcato le porte del tempo. Qual è stato l’inganno e che volto ha l’oscuro ingannatore? Ascoltate, osservate, perché la storia non sarà più la stessa, il momento è giunto. Ogni fatto, ogni vicenda è stata ricercata e trovata.” Ecco il nuovo romanzo esoterico di Enrico Tassetti che ci porta nei meandri di una storia nascosta, di scoperte che sconvolgono il sapere comune. Un libro dove l’invenzione letteraria è un tocco di penna sottile volto ad unire il frutto di anni di ricerche su misteri e leggende che celano incredibili verità.

Enrico Tassetti è studioso di mitologia, folklore ed esoterismo. È autore di numerose pubblicazioni: Leggende e misteri di Civitanova – fantasmi, streghe, lupi mannari e altri paurosi incontri (Ventura Edizioni), La porta dell’Angelo – la storia segreta di Civitanova (Giaconi Editore), Arathia (Giaconi Editore) , Il segreto della Sibilla Pastora (Ventura Edizioni).Dai suoi libri è tratto lo spettacolo CivitArcana, di cui è ideatore e sceneggiatore. “Scrivo per raccontare dopo aver appreso. Il tutto nasce nell’infanzia, dall’ascolto dei racconti dei nonni, di quella civiltà contadina intrisa di magia e stupore, legata a quei riti arcaici pregni di una forza vitale sacralizzata nei gesti come nelle parole. La fantasia, nei miei libri, si deve sempre accompagnare ad elementi veri perché vissuti, creduti possibili.”. Questo nuovo libro è però un momento speciale, un racconto che nasce da incontri con mondi esoterici di grande suggestione, con tematiche importanti e messaggi per un mondo migliore. E’ certamente un punto di arrivo ma al tempo stesso è una nuova ripartenza.




Nell’ormai imminente anno 2021 si celebrerà il settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1265 – 1321), figura cardinale nella cultura italiana ed europea dal Medioevo fino ad oggi. Unanimemente riconosciuto come il padre nobile – quasi il creatore – della lingua italiana e della letteratura nazionale, Dante costituisce anche un punto di riferimento costante per lo studio storiografico di svariate discipline: filosofia, politica, teologia, linguistica, cosmologia…; possiamo dire che quasi non ci sia ambito dello scibile che non possa essere indagato all’interno di una delle sue opere (giova qui ricordare che Dante è ben più della Divina Commedia, sebbene questa rimanga l’apice ineguagliabile di tutta la sua produzione letteraria, per ampiezza e per profondità). Egli infatti, come uomo del suo tempo, osservatore attento ed attore nella sua realtà storica, ci restituisce – sempre attraverso il mezzo letterario – delle immagini di un’epoca, il Trecento, fondamentale per l’evoluzione dell’Italia e dell’Europa intera (tanto che si parla abitualmente di crisi del Trecento). Leggi tutto


Titolo: La via Salaria nel Piceno. Origini, percorsi e significati di una strada consolare
Autore: Furio Cappelli
Casa editrice: Lamusa (Ascoli Piceno)
Anno di pubblicazione: 2003
Pagine: 94
Prezzo: 10 €
Recensito da: Andrea Giorgi
Sede operativa di Treia
11 dicembre 2020

“La storia di una strada si lega inevitabilmente alla storia di un territorio”: questa efficacissima espressione, riportata sulla bandella anteriore di questo volumetto, sintetizza l’importanza capitale delle infrastrutture viarie nella storia della civiltà, in tutte le epoche ed a tutte le latitudini. Questo perché una strada non costituisce soltanto un collegamento materiale tra due punti del globo terrestre ma – ciò che è più importante – rappresenta un mezzo di osmosi culturale tra gruppi umani diversi, ognuno dei quali caratterizzato da specifici assetti linguistici, religiosi, sociali etc. E ciò è tanto più vero quanto più indietro risaliamo nel tempo: se oggi riscontriamo abitudini di vita simili in vaste porzioni del mondo globalizzato (quale differenza passa tra vivere in un moderno quartiere urbano di Milano, di Amsterdam o di Chicago?), nel passato remoto le comunità umane vissero – per scelta o per necessità – in piccoli stanziamenti indipendenti, con contatti esterni sporadici e perlopiù limitati ai territori di più immediata raggiungibilità. Con il passaggio graduale dall’epoca preistorica a quella protostorica, poi a quella pienamente storica, la frequenza e l’intensità degli incontri (e scontri) tra gruppi umani andarono sempre crescendo, rendendo indispensabili nuove e più efficienti infrastrutture stradali. Leggi tutto


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Recensito da: Andrea Giorgi

Sede Operativa di Treia 22 novembre 2020

Questo agile saggio di Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo più aiutarci ad aggiornare questo modello, troppo limitato e limitante, invitandoci a spostare lo sguardo dalla dimensione orizzontale a quella verticale (donde il sottotitolo), per porre il nostro punto di fuga sulla catena appenninica, vera e propria spina dorsale dell’Italia geografica e culturale. Tale suggerimento è senz’altro da accogliere, considerando che con i suoi quasi 1500 chilometri di lunghezza gli Appennini attraversano più dei due terzi delle regioni italiane, andando dagli scenari prealpini della Liguria occidentale a quelli oramai tipicamente mediterranei dell’estrema Calabria e addirittura della Sicilia nord-orientale. Questa notevole estensione rende gli Appennini un elemento separatore – seppur sempre permeabile – tra i due versanti, adriatico e tirrenico, dando luogo a tutta una serie di fenomeni culturali, storici e sociali sia remoti che contemporanei. Ampliando però lo sguardo oltre la terraferma e ricollocando l’Italia nella sua posizione storica ed effettiva di baricentro euro-mediterraneo (o di “medio occidente” come la definisce Lupo), possiamo constatare per la dorsale appenninica anche il ruolo di cerniera tra due mondi lontani ma comunque interagenti: il mondo orientale, arcaico e ribollente, e quello occidentale-atlantico, moderno e confortevole – ma anche questo modello semplificato di blocchi contrapposti risulta del tutto inadeguato per descrivere la complessità attuale. Leggi tutto

Intervista all’autore di Daniela Pierangeli- Enrico Tassetti è ricercatore e studioso delle leggende relative alla Sibilla marchigiana e a tutto ciò che narra la dimensione immaginifica ed esoterica delle comunità dell’entroterra maceratese. È autore di studi sull’argomento e della raccolta di racconti “Dei fantasmi ed altri strani incontri (storie e leggende della tradizione popolare civitanovese)”, pubblicato nel 2010. “Il Segreto della Sibilla Pastora” è il suo primo romanzo dove coniuga anni di ricerche sul territorio e la memoria popolare.