Guerrino Kotlar

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Guerrino Kotlar

Biografia

 

Guerrino Kotlar

K.G., uno, uno dei tanti, uno scrittorello illetterato qualsiasi.
Sposato, un figlio, una vita di soddisfacente lavoro d’ ufficio. Ora da alcuni anni in pensione.
Mezzo secolo di vita a Ravenna, cioè in Romagna, ovvero in Italia, dove è arrivato da ragazzo
dall’ altra parte del mare Adriatico, mare alius sed idem, mare uguale eppur diverso.

Curriculum letterario 2010:

Gubbio 06.08.2010 Umbria Estate 2010 Associazione Amici dell’ Umbria
2° Classificato–Sezione racconti, “Premio Novello Bosone” 32^ Ediz. con: “Che coraggio papà”.

Orvieto 07.12.2010 XXXVIII Ediz.“PREMIO DUOMO” dell’Ass. Amici dell’ Umbria
1° Classificato – Sezione racconti, con : “ L’ Album di un viaggio in-finito “.

Curriculum letterario 2011:

Roma 31.03.2011 IV Ediz. Premio AlberoAndronico 2010
1° Classificato Sezione H – Il Mare – con la poesia: “ Tu, alius sed idem “.

Sasso Marconi 24.06.2011 Concorso letterario Caro Treno 1^ ediz. 2011 Categoria Evergreen
6° classificato con il racconto “ Tanti saluti e molti addio “ e inserimento nell’Antologia 2011.

Curriculum letterario 2012:
San Benedetto del Tronto 21.04.2012 Premio letterario “S.Benedetto nel cuore” V ediz.,
5° Classificato Sez. Poesia dedicata al luogo natio con: “Eppur mi giova la rimembranza”.

 

Poesie

 

Al DI LA’ della DIGA

Avevo vent’ anni e andavo su e giù per il Molo,
ed è chiaro che allora non ero mai da solo.

Il tragitto, mi ricordo, era molto più breve,
che a farlo tante volte non era così greve.

Da una riva all’ altra ci si andava con una barca
tirata da una corda con le mani e che vita parca.

Poi il porto è diventato sempre più importante,
ed ora c’ è un traghetto bello e viaggiante,

che fa spola tra Marina e Porto Corsini,
unendo con attesa frequenza così i due paesini.

Ora ai lati ci sono 2 lunghe dighe per camminare
e arrivar la giù in fondo c’ è quasi da sudare.

E così lungo il percorso mi viene spesso da pensare
che avrei un bel album di vita da sfogliare.

E chiudendo gli occhi mi ritrovo così ad ascoltare
il sussurro delle onde che ahimè mi fa ripassare,

ricordi, rimpianti, speranze e un mare di delusioni
che dilatano le mie già logore e vecchie illusioni.

E allora irrequieta onda fermati che io ti devo parlare,
e prima che ti porti via il vento ti devo ricordare:

Che è di là della diga c’ è il mio paese natio.
E di là che è rimasto il sorriso di bambino che ero io.

Ed infine nell’ aldilà ora c’ è anche mio padre a riposare,
con i suoi sogni ormai lasciati in mare a naufragare,

dove anche mia madre è andata a fargli compagnia,
insieme a tanti altri nostri parenti per sempre andati via.

E ogni volta il mio cuore si chiede come si potrebbe fare
per allungare la diga e poterli tutti abbracciare.

 

Ti ho trovato là,
dove tu mi hai cercato

Ho tanto remato nel verde lago del mio cuore,
persino arando tutta l’ acqua per aprirlo all’ amore.

Ho cercato di trattenere a lungo la luce del giorno,
viaggiando mille notti gravide di lacrime tutt’ intorno.

Ho passeggiato in compagnia del vero e del falso,
accarezzando mani vissute con poche briciole di salso.

Ho pranzato con i figli di nessuno orfani di sentimenti,
attraversando oceani sconosciuti al timone dei miei ardimenti.

Ho sfogliato il calendario di tutti gli anni senza più presente,
facendomi imbrigliare dalla polvere di quel tempo ormai assente.

Ho ascoltato voci sospese ad un raggio di un quarto di luna.
scontrandomi anche con un’ aquilone che volava sulla mia laguna.

Ma al tramonto ho ascoltato rapito l’ eco che mi è parso vicino,
e, ahimè, mi son fatto trascinare dal vento del mio destino.

E con emozione, ho capito, che ti ho finalmente trovato,
là dove tu mi hai fatalmente con il tuo richiamo cercato.

E così, in quel promesso lago, mi son buttato,
tutt’ intorno da te e dalla terra abbracciato.