Flavio Domenico Porrati

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Flavio Domenico Porrati

 

Flavio Domenico Porrati

Flavio Domenico Porrati nasce ad Alessandria nel 1975.
Figlio d’arte, il padre era un attivo batterista della beat generation, abbraccia fin da bambino il mondo della musica e più in generale quello dell’arte.
All’età di 16 anni acquista la sua prima batteria ed inizia a suonare con alcune bands di “metallo pesante”, che lo porteranno a calcare palchi italiani ed esteri.
In questi anni impara rapidamente a suonare altri strumenti, chitarra, basso, strumenti esotici come il sitar, altri autocostruiti, inizialmente come autodidatta poi sotto la stimolante supervisione del M° Alessandro Toselli (Milano/Tampa-Florida), il quale lo inizia alla teoria musicale e lo guida attraverso una serie di ascolti che si riveleranno fondamentali.
Nel 1997 scrive la colonna sonora per il musical “Dracula 1897-1997” sotto la direzione di Hermes Beltrame; è in questi anni che Porrati inizia ad interrogarsi sulla possibilità di fondere la musica con l’immagine, con la poesia, con la teatralità.
Nel 1999 abbandona definitivamente quella visione che vuole la musica come arte distinta dalla figurazione, inizia a scrivere, a dipingere, a collaborare con Alessandro Cassarà, un giovane artista insieme al quale realizza alcune importanti videoinstallazioni per il prof. Lorenzo Taiuti, docente di mass media e tramite il quale crea la prima perfomance live nella storia dell’Accademia Albertina di Torino.
Tra il 1999 e il 2000 registra “Cosmocaos” con l’ensamble Via Magica, un lavoro musicale ispirato al racconto di Davide Bosio “Il tempo si è fermato” e “L’Antro”, esperimento realizzato in un’area industriale dismessa tramite l’ausilio di strumenti auto costruiti ed elaborati attraverso effettistica di vario genere.
Tra il 2000 e il 2002, sotto lo pseudonimo So’Ham (dal sanscrito “questo io sono”), realizza alcune videoinstallazioni: “A forma d’Uomo”, “Pre Pop-Post Pop”, “Cibridi o Cozza Papu”, “Face Music”, oltre ad alcune mostre personali nell’alessandrino.
Nel 2003 partecipa, come batterista, ad un progetto jazz denominato Radio Monet Jazz Quartet e lavora a due opere soliste, “In.side” e “4 Arpegios”, entrambi influenzati da una nuova concezione musicale più minimalista ed essenziale.
Nello stesso anno comincia a scrivere per alcuni blog, “Carta-Vetro”, “Memoria Labile”, In.side”, Annegamenti”.
Nel 2004 entra a far parte del progetto “Atea9” di Alessandro Cassarà, vince un festival musicale (Alessandria Wave) e nel 2005 rappresenta l’Italia al Bilbo Rock Festival (Bilbao- Spagna).
Nel 2005 realizza con Alessio Manna (Casino Royale) e Gino Capogna (Bandarotta Fraudolenta) una piccola serie di concerti col nome di Bombay Mix Ensamble, costituiti di pura improvvisazione ambient e ispirati alle sonorità indiane.
Nel 2006 elabora una nuova idea, raccogliere più artisti sotto un unico ombrello creativo, unire fotografi, musicisti, pittori, videomaker, artisti della strada con lo scopo di rappresentare l’universo dell’uomo in tutte le sue sfaccettature.
Dopo un primo esperimento denominato Lost Something culminato con l’omonimo cortometraggio e video installazione, nasce il movimento Urban Casbah, che in poco più di due anni raccoglie adesioni da parte di artisti da Alessandria, Firenze, Roma, Brescia, Barcellona, Torino.
Attraverso questo movimento Porrati vede in parte realizzato il suo desiderio di creare un’unica grande Arte, grazie all’aiuto di artisti liberi, molto lontani da certe eccessive burocraticizzazioni, molto lontani da visioni elitarie.
Luca Scarrone (jazzista), Fabrizio Feltrin (poeta) e Alberto Malinverni (videomaker) sono tra gli artisti che meglio hanno interpretato la linea ideologica del movimento Urban Casbah, diventando parte integrante e “zoccolo duro” del movimento stesso.
Nel 2007 Porrati incontra Maria Luigia Stefanucci, regista romana con la quale collabora per la realizzazione della colonna sonora del cortometraggio “War Box”.
Nel 2008 aderisce al progetto A.F.R.I.C., un gruppo di lavoro con esperienze nel cooperativismo internazionale dai quali scaturisce il cortometraggio “Ana Mamadou?”, lavoro incentrato su di una serie di testimonianze di cittadini senegalesi residenti presso alcuni paesi tra le province di Torino e Cuneo.
Nel 2009, coadiuvato da Alberto Malinverni (videomaker- Brescia), Porrati inizia una collaborazione con Vincenzo Marsiglia, artista ligure, per il quale cura alcuni backstages, oltre ad un video ispirato al capolavoro di Hitchcock “Psycho” e presentato in svariati musei italiani.
Nel 2010 intraprende una collaborazione con la cantante armena Rita Tekeyan.
Nel 2011 amplia il progetto Urban Casbah, fondando “Urban Produzioni” per la realizzazione di video aziendali, videoclip, progetti di comunicazione, grafica, web.
Nel 2012 incontra lo scrittore Frank Lonetti e l’autore Davide Guerci ed entra a far parte del gruppo Lady Ubuntu.

 

Poesie

 

DISTANZA


Chi può camminare nei primi freddi, pensosa
non sapeva nuotare, nemmeno quella sera
mentre cieche talpe rovistavano l’autunno e il fiato
trovava il nero, saltava nel nuovo tempo

stretta in una felpa blu, intonata
come dopo verifiche digitali
passo silenzioso di ghiaia schiacciata
e mai più riemersa

i jeans sarebbero stati così insopportabilmente zuppi
andava presa per mano e portata via dall’orrore.
Ma così non fu e ti domandi ancora il perchè.

 

CURVA STERNO


Non serve stringersi nel petto
siamo sordi,
il grezzo muta in lucido
il nero che rimbocca la cupa notte

goccioline,

camminiamo ignari nel solco
nella crepa tra noi e la città
divoriamo il contorno, rosicchiamo il sapere
scalpitiamo, nel tumore della caduta

e le urla ridicole
e il grido dentro
e le parole in gola
e i cori indistinti.