Daniele Martinelli

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Daniele Martinelli

Biografia

Daniele Martinelli

Nato a Roma, il 18/06/1975, diploma scientifico, due anni di Università La Sapienza in Roma, facoltà di Scienze Politiche.
Frequenza del corso di Giornalismo Radio Televisivo presso l’emittente televisiva “Teleroma 56″.
Professioni Svolte / Posizioni occupate
1994 – 2001 Presso la Pallacanestro Spes Mentana, allenatore squadre giovanili, dirigente accompagnatore.
1996 – Presso la testata Internet “La Pecora Nera” – collaborazione giornalistica esterna, direttore Salvatore D’Agata
1997 – Presso il quotidiano locale “La Voce di Roma” – collaborazione giornalistica di redazione, direttore Salvatore D’Agata
1997-98 – Scuola di Lingue “Trinity School” in Roma, Via Bachelet. Mansioni di Segreteria Organizzativa e Call Center
1998 – presso Concessionaria Pubblicitaria della rivista “AD– Architettura d’Interni”, con sede in Roma, Via Rasella. Ufficio Call Center e Marketing
1999–2012 – Jeep Generation-Elettrotecnica OP srl. Azienda di importazione e commercio ricambi/accessori per fuoristrada americani marca Jeep. Mansioni di gestione contabilità e magazzino, ordini fornitori e clienti.

Nel Marzo 2012 abbraccio il ramo imprenditoriale, aprendo un’attività di promozione dell’arte, organizzazione di eventi e gestione e commercializzazione di pluralità artistiche.

Campi di interesse
Appassionato di lettura (classici e gialli in particolare) e di scrittura (poesia e narrativa).
Ho partecipato nel 2010 al Concorso Letterario “Arthè”, promosso dall’Associazione “Arthè in Sabina”, con un racconto giunto terzo classificato.
Ho partecipato nel 2011 al Concorso Letterario Premio Amerino 2011 per la narrativa, , con un racconto giunto al secondo posto
Ho praticato sport agonistico, tennis e pallacanestro (diventando poi allenatore di quest’ultimo). Amante della natura, degli animali (gatti in particolare)

 

Poesie

Curva di Fiume

M’apposto ad aspettare,
pace di giorno feriale.
C’è sale di terra appena bagnata,
costa di melma mai prosciugata.
La riva pieghi a me d’innanzi
e letti di paure scansi,
fiume chiaro e limpido d’intenti.
Seguire devi il tuo cammino,
lisciar con bollicine il destino,
nostro e del nostro viver denso,
a rimarcar l’odor d’immenso.
Attorno a te verzure d’alberi e d’arbusti, colorate misture,
tracce e filamenti di volteggiare d’ali, polveri e fumenti:
davvero, mai contenti.
S’assorbe il tuo rumore,
discende qui fra gole di monti e di frutteti, eccole, son le tue pareti.
Fiume sei ormai casa di mille
e mille ardori,
celati nel tuo fondo o che dal fondo verranno un giorno fuori…
Dal tuo lento mutare
ed immancabile dominio.
Or sei velato da panna mattiniera;
ora ti secca il sole caldo e madida lamiera.
Con piogge l’impeto fai forte,
onde tue rare, impavide, distorte,
da pietre immacolate, dal tempo levigate, nel ritmo tuo fedele,
dalla luna sbarazzina che di colore
ha il miele.
Ti metto su una tela, ti voglio immortalare, negli occhi faccio spazio, Velino caro,
non te ne devi andare.
La pace del tuo scorrere,
verrà qui fatta mia:
nel modo a me più caro,
ti lascio una poesia.