Carla Spinella

Home  »  Carla Spinella

Torna all’elenco degli artisti

Carla Spinella

 Biografia

Carla Spinella

Carla Spinella, nata a Bova Marina, è cresciuta e ha studiato a Reggio Calabria. Si è laureata in Lettere classiche all’Università di Messina con una tesi sui dialetti grecanici della Magna Grecia premiata dall’Accademia dei Lincei. È stata docente di italiano e latino nel liceo “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria fino al trasferimento a Milano, dove ha insegnato presso il liceo scientifico“ Salvador Allende” fino al pensionamento. Si è occupata da sempre di poesia, narrativa e saggistica, alternando le pubblicazioni su riviste e antologie letterarie a lunghi periodi di isolamento dovuti alla completa dedizione all’insegnamento e alla famiglia, nonché alla convinzione che la poesia lirica sia essenzialmente una forma di scrittura destinata a pochi. Pertanto la sua produzione, specie quella dell’ultimo ventennio, è quasi completamente inedita. Si tratta “di poesie di forte ispirazione lirica che, scritte e riscritte in un continuo lavoro di lima sull’esempio dei classici, hanno via via fortificato i contenuti e affinato il dettato che è pervenuto ad una essenzialità ricca di evocazioni e di condensati pensieri, sentimenti e innovazioni linguistiche” (da Pagine Critiche di Luciano Aguzzi).
Da alcuni anni Carla Spinella tiene, come docente dell’UNITRE – Università delle tre età, di Milano, un corso di teatro e uno di scrittura creativa, nel cui ambito ha curato quattro antologie di testi degli allievi pubblicate in edizione fuori commercio
Come poetessa ha edito un gruppo di 32 poesie nel lontano 1970 (Carla SPINELLA, Poesie. Roma, Editore Gabrieli, 1970). In seguito, venti sue liriche sono state inserite nelle due antologie poetiche dal titolo Testimonianze, edite a cura di Italo Rocco e Mauro D’Ursi (rispettivamente nel 1972 e nel 1974). Ha collaborato, fra il 1970 e il 1984, alla rivista «Sìlarus» (pubblicata a Battipaglia, Salerno) con poesie, racconti, pagine di critica letteraria e artistica e, sporadicamente, alle riviste «Il Letterato», «Calabria Letteraria», «Il Michelangelo».
Poi non ha ritenuto di pubblicare altro per molti anni, fino al 1995, quando, in occasione di un festeggiamento in suo onore, ha «offerto» ad amici e conoscenti una plaquette fuori commercio di 12 poesie, cui è seguita la pubblicazione, sempre in forma privata, di una quindicina di altre poesie fra il 1995 e il 2005.
Nel 2005 due sue poesie sono state incluse nell’Antologia delle più belle poesie del premio letterario Città di Monza 2005. Comune di Monza (Melegnano (Milano), Montedit, 2006). Nel 2011 un suo racconto, finalista al concorso Giallomilanese, è stato pubblicato da ExCogita Editore nell’apposita antologia.
L’esiguità del numero delle poesie edite in rapporto a quelle scritte e la loro scarsa circolazione, dovuta alle modalità di edizione scelte, obbligano ad affermare che Carla Spinella è una poetessa ancora pressoché inedita.
Tuttavia, dopo cinque decenni di continua attività di scrittura poetica, Carla Spinella ha sentito il bisogno di proporre le sua poesia alla lettura di un pubblico più vasto. Il risultato è la pubblicazione della raccolta “Eva Ostinata”, editore La Vita Felice, Milano 2011( con prefazione di Luciano Aguzzi), che si è classificata al secondo posto nel Concorso Internazionale “Città Di Bellizzi”, sezione Poesia Edita, 2012 .Contemporaneamente le è stato assegnato il secondo premio per la poesia inedlta nel Concorso Nazionale Silarus 2012 (XLIV edizione)
Oggi è attratta dal Concorso” Poeta del Lago perchè l’acqua ha esrcitato su di lei, fin da quando era piccola, una sorta di fascinazione, in senso sia positivo sia negativo. Inoltre, nel culto dell’acqua, Carla Spinella ha trasferito, per motivi che non è il caso di rivelare in questa sede, il sentimento di nostalgia e amore per la madre, scomparsa troppo presto con un distacco lacerante.

 

Poesie

L’ACQUA.
(Lo sfaccettato potere)

Si usava un tempo,
là dove l’acqua supporto
era alla vita e causa talora
di morte, verniciare le case
di smaglianti colori,
affinché l’uomo, partito
nell’alba fidente per procacciare
alla sposa, ai figli e a se stesso
una modesta sopravvivenza,
riconoscesse la sera o il giorno
o il mese seguente, dal centro
del lago o del mare,
l’approdo agli affetti più cari
che danno senso al greve
lavoro e al travagliato ritorno.

Così consolava con quella visione
e la conseguente speranza
la propria umana fragilità
contro l’enorme potere
dell’acqua che d’ogni vita
accompagna l’inizio, l’avventura
e l’imprevedibile fine.

Ma non è conclusiva
la fine, se fresca sgorgando
e impetuosa dall’alta montagna,
avvia l’acqua giù nella valle
nuovi preziosi cicli vitali.

 
BOZZETTO

Sorridono scherzosi
i ciottoli della battigia
all’onda che avanza
e si ritrae in un gioco
senza fine infantile
e perverso. S’abbassa
fulmineo un gabbiano
e risale con la preda
che guizza disperata

Al largo s’abbandona
stanco il nuotatore
al fasciante abbraccio
che promette pace

Contro l’orizzonte bianca
nave maestosa e ignara
prosegue la prevista rotta.