Alla Melnychuk

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Alla Melnychuk

Sono nata in Ucraina. Lì ho svolto la professione di insegnante nelle scuole primarie e secondarie. Da diversi anni vivo in Italia. Prima scrivevo senza divulgare. Soltanto da pochi mesi ho iniziato a partecipare ai premi letterari ottenendo alcuni primi posti, piazzamenti e riconoscimenti.

 

Prima il viaggio poi l’incontro

 

Vi dirò dei miei viaggi, del mio viaggio

nel tempo di un foglio pieno a metà;

di quando lasciai l’Ucraina

la mia scuola di campagna

dove i bambini mi chiamavano maestra

e non facevano passare nemmeno un giorno

senza regalarmi almeno un fiore;

del momento che in lacrime

dissi uno strappato arrivederci a mio fratello,

che ha occhi di cielo e capelli di neve,

alla mia grande zia dal cuore più grande di lei

e alla povera casa dal tetto spiovente

che mio nonno aveva tirato su per noi

sudando le ore rubate al riposo

con le sole energie racimolate in due patate

o in una fetta di pane della sera prima.

 

Alla frontiera ungherese

preoccupante muro dove comanda la baionetta

dalla valigia vidi fuggire molte delle stelle

che avevo pensato di portare con me in Italia.

Questo grande Paese che sento anche un po’ mio

e da qualche anno mi tiene per mano

mi fa compagnia

m’insegna la lingua dei vostri paesaggi

che anche oggi respiro

se ripenso al mio primo giorno con te

in quell’intimo borgo sull’acqua.

 

Passignano si chiama,

è un mignolo del Trasimeno.

Lì le barche hanno vele piccole

le case si vogliono bene

i pesci e gli uccelli vivono insieme.

I miei occhi di ghiaccio verde

abbracciavano i tuoi dai riflessi di castagna.

Passeggiare con te era come volare

conoscere il nuovo percorso per vivere e sperare.

Era naturale parlare pure dei nostri futuri bambini

e del loro incerto domani

fatto forse di un bagaglio a mano

con dentro solo sette rubli

ma certo con non meno di quattordici sorrisi.

 

Questo pomeriggio sta per finire

il sole gioca a scacchi con lo stesso lago.

Siamo ancora insieme, un’unica pedina

in cerca anche stasera di un dolce riparo.

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